
Introduzione
Il caso UFO del 6 dicembre 1978 a Torriglia, in provincia di Genova, è uno dei più noti episodi italiani di presunto incontro ravvicinato del quarto tipo. Quella notte, il metronotte Pier Fortunato Zanfretta, ventiseienne in servizio per l’Istituto di vigilanza Val Bisagno, stava effettuando il consueto giro di controllo nella frazione di Marzano. Vicino alla villa denominata «Casa Nostra», di proprietà di un dentista genovese, il vigilante riferì di aver visto luci insolite, di aver incontrato figure di statura eccezionale e di aver osservato un oggetto luminoso di forma triangolare o ovale sollevarsi dal terreno. I colleghi lo ritrovarono in stato di shock; i Carabinieri raccolsero decine di testimonianze di abitanti della zona che dichiararono di aver visto un oggetto luminoso in cielo nella stessa fascia oraria.
Il scienziato degli UFO del Pentagono afferma: "Ho visto le prove" del governo USA che nasconde i corpi di quattro razze aliene pic.twitter.com/xKMviSdISG
— nuvgeop (@nuvgeop) August 19, 2026

Torriglia, nell’entroterra genovese. La frazione di Marzano, teatro dell’episodio del 6 dicembre 1978, si trova sulle alture del comune.
Zanfretta, nato nel 1952, era sposato e padre di due figli. Conosceva bene le strade di montagna che pattugliava di notte, spesso in condizioni di gelo e galaverna. La vicenda, resa pubblica dal Secolo XIX l’8 dicembre con il titolo «Incontri ravvicinati a Torriglia», ebbe immediata risonanza locale e poi nazionale. Il brigadiere Antonio Nucchi, comandante della stazione dei Carabinieri di Torriglia, raccolse 52 dichiarazioni di testimoni. Il 23 dicembre il vigilante si sottopose a una seduta di ipnosi regressiva condotta dal dottor Mauro Moretti, durante la quale descrisse un rapimento a bordo di un veicolo e procedure di esame. Nei tre anni successivi il metronotte riferì altri episodi analoghi, fino a un totale di undici, e identificò le figure come «Dargos» provenienti da un pianeta chiamato Titania.
Il caso si distingue per la presenza di un rapporto informativo inviato alla Pretura di Genova, per le tracce a terra rilevate nel giardino della villa e per il coinvolgimento contemporaneo di stampa, forze dell’ordine e medici. Rimane, al tempo stesso, uno dei dossier più controversi della casistica italiana, perché parte dei dettagli più specifici emersero solo sotto ipnosi e perché successivi sopralluoghi di ricercatori indipendenti segnalarono incongruenze tra il racconto e la conformazione del luogo.
Astronave aliena simile a Oumuamua trovata su Google Sky.🧐 Questa scoperta conferma ancora una volta che tali astronavi aliene interstellari esistono. L'astronave ha una larghezza di 1.400 metri e un'altezza di 120 metri e può essere trovata alle seguenti coordinate di Google… pic.twitter.com/i6Gtr5de1H
— nuvgeop (@nuvgeop) August 19, 2026
La cronologia dell’evento
La sera del 6 dicembre 1978 Zanfretta era in servizio a bordo di una Fiat di pattuglia. Intorno alle 23:30 imboccò la deviazione dalla statale 45 verso Marzano e si diresse alla villa «Casa Nostra». Notò quattro luci nel giardino e il cancello aperto. Convinto di trovarsi di fronte a un tentativo di furto, scese dall’auto, impugnò torcia e pistola di ordinanza e si avvicinò. Secondo il racconto reso il giorno dopo al brigadiere Nucchi, i fari e il motore del veicolo si erano spenti.

Zona di Torriglia e della statale 45, nell’entroterra genovese, dove si svolse il pattugliamento della notte del 6 dicembre 1978.
Nel cortile il vigilante riferì di aver visto un oggetto rosso ovale di dimensioni consistenti, stimato in oltre dieci metri di diametro. Contattò via radio la centrale. Il maresciallo Carlo Toccalino, di turno al centralino, ha dichiarato in seguito di aver sentito Zanfretta urlare: «Mamma mia quanto è brutto! Non sono uomini, non sono uomini!». Il contatto radio si interruppe. Il testimone descrisse figure alte circa tre metri, con pelle ondulata grigia o verdognola, occhi gialli triangolari, orecchie a punta e mani con unghie rotonde. Vide poi una luce intensa di forma triangolare sollevarsi e allontanarsi.

Ricostruzione grafica delle figure descritte da Pier Fortunato Zanfretta: statura elevata, pelle rugosa, occhi triangolari.
I colleghi Walter Lauria e Raimondo Mascia si recarono sul posto. Ritrovarono Zanfretta dopo più di un’ora, in stato di shock, con il corpo insolitamente caldo nonostante il freddo della notte. Il vigilante ripeteva di averli visti. Nel giardino i Carabinieri e i giornalisti, tra cui Rino Di Stefano del Corriere Mercantile, rilevarono un’impronta semicircolare di circa due-tre metri di diametro, con una profondità stimata in alcuni centimetri. L’8 dicembre la vicenda apparve in prima pagina sulla stampa ligure.
Nucchi raccolse 52 testimonianze di residenti di Torriglia e Propata che dichiararono di aver osservato, nella stessa notte, un oggetto luminoso piatto e triangolare. Il 23 dicembre, a Genova, il dottor Mauro Moretti condusse una seduta di ipnosi regressiva alla presenza di medici, giornalisti e ufologi. Sotto trance Zanfretta descrisse di essere stato condotto a bordo, sottoposto a esami con dispositivi simili ad aghi e di aver ricevuto, in forma non verbale, indicazioni sull’origine delle figure. Il 3 gennaio 1979 il brigadiere inviò alla Pretura di Genova un «Rapporto informativo circa l’avvistamento di oggetti volanti non identificati (Ovni) ed umanoidi». Il giudice Russo archiviò il fascicolo l’11 gennaio 1980 per mancanza di estremi di reato.
Nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 1978 si verificò un secondo episodio, questa volta nella zona di Rossi. Il metronotte segnalò via radio nebbia e perdita di controllo del veicolo; fu ritrovato in stato di disagio e l’auto risultò calda. Negli anni successivi, fino al 1981, seguirono altre segnalazioni attribuite allo stesso testimone, con apparizioni televisive, tra cui quella a Portobello, e ulteriori sedute ipnotiche. Valutazioni psichiatriche successive, tra cui quella del professor Giorgio Gianniotti, non individuarono disturbi neurologici o psichiatrici. Ricercatori del CISU e del CUN, in sopralluoghi del 1980, segnalarono tuttavia difficoltà a far coincidere alcuni dettagli del racconto con la morfologia del sito di Marzano.

Pier Fortunato Zanfretta in un’immagine successiva, affiancato a una ricostruzione dell’essere descritto nelle testimonianze e nelle sedute di ipnosi.
Cosa è successo con questo Blocco di Basalto che è stato scoperto sotto la sabbia in Egitto? pic.twitter.com/t2UagwEMwl
— nuvgeop (@nuvgeop) August 19, 2026
Conclusione
Il caso di Torriglia del 6 dicembre 1978 resta il nucleo da cui si è sviluppato l’intero dossier Zanfretta. Gli elementi contemporanei all’evento sono la chiamata radio interrotta, il ritrovamento del vigilante in stato di shock, l’impronta a terra nel giardino della villa, le decine di dichiarazioni raccolte dai Carabinieri e la copertura stampa immediata. A questi si aggiungono, a distanza di settimane e di anni, le ricostruzioni emerse sotto ipnosi, i successivi episodi riferiti dallo stesso testimone e l’attenzione mediatica nazionale.
Le letture divergono. Da un lato, la persistenza della testimonianza, l’assenza di diagnosi psichiatriche invalidanti e la pluralità di osservatori indipendenti della stessa notte costituiscono il materiale su cui si fonda l’ipotesi di un evento anomalo. Dall’altro, il ricorso all’ipnosi regressiva, le rivalità tra gruppi ufologici dell’epoca, le incongruenze rilevate nei sopralluoghi e la progressiva espansione del racconto verso elementi sempre più articolati (nomi, pianeta di origine, oggetti consegnati) hanno alimentato riserve sulla parte più specifica della narrazione.
Il rapporto dei Carabinieri, le cronache del dicembre 1978 e le registrazioni delle sedute mediche rimangono i documenti di riferimento. Indipendentemente dalla natura ultima di ciò che accadde a Marzano, l’episodio ha fissato un punto di svolta nella casistica italiana di fine anni Settanta, in un mese già caratterizzato da un’ondata di segnalazioni. A quasi cinquant’anni di distanza, il caso Zanfretta continua a essere citato come il più documentato e, al tempo stesso, il più dibattuto tra gli incontri ravvicinati italiani.