
Introduzione
Il caso UFO del 21 e 30 dicembre 1978 a Kaikoura, in Nuova Zelanda, è uno degli episodi più documentati della casistica civile internazionale. Nella notte del 21 dicembre, i piloti di un cargo Armstrong Whitworth Argosy della Safe Air, in volo tra Blenheim e Christchurch, osservarono luci anomale che accompagnarono l’aereo e furono tracciate dal radar di Wellington. Dieci notti dopo, una troupe televisiva australiana salì a bordo di un altro Argosy per realizzare un servizio sugli avvistamenti precedenti: durante il volo, le luci riapparvero, furono filmate in 16 mm a colori, descritte in registrazioni audio e rilevate contemporaneamente da radar di terra e di bordo. Il materiale prodotto – testimonianze di almeno sette testimoni principali, due nastri audio, filmato e tracciati radar – rese l’episodio unico tra i rapporti civili.

La costa di Kaikoura, Isola del Sud della Nuova Zelanda, teatro degli avvistamenti del dicembre 1978.
Fotografia Aliena Paranormale di Robbert van den Broeke – Hoeven, Paesi Bassi, 2004…
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Durante la mattina del 6 maggio 2004, Van den Broeke, 23 anni, si trovava nella casa dei suoi genitori a Hoeven, nei Paesi Bassi, quando improvvisamente avvertì quella che descrisse come una… pic.twitter.com/uqhHejkduw
La zona interessata è la fascia costiera nord-orientale dell’Isola del Sud, tra Clarence Bridge, Kekerengu e Kaikoura, con rotte aeree che collegano Wellington, Blenheim e Christchurch. Gli equipaggi descrissero oggetti luminosi di dimensioni variabili, alcuni paragonati a una casa, altri più piccoli ma intensamente lampeggianti, che si muovevano in modo indipendente e a volte sembravano seguire i velivoli. Il Ministero della Difesa neozelandese attribuì in seguito i fenomeni a luci di pescherecci per calamari riflesse sulle nubi, meteore, Venere o altri fenomeni atmosferici e radar. L’analisi ottica del fisico americano Bruce Maccabee, pubblicata su Applied Optics, concluse invece che il filmato non era facilmente riconciliabile con spiegazioni convenzionali.
Documenti declassificati della CIA definirono il caso «unico tra i rapporti civili su UFO» per la quantità di evidenze strumentali e testimoniali. Nel 2010 la Nuova Zelanda rilasciò migliaia di pagine di fascicoli su oggetti non identificati, tra cui un dossier dedicato a Kaikoura. L’episodio rimane un punto di riferimento per chi studia le coincidenze radar-visuali e per chi esamina i limiti delle spiegazioni ufficiali formulate all’epoca.
🚨Questo UFO luminoso e brillante è stato filmato mentre usciva dalla nostra atmosfera a grande velocità…🤔 pic.twitter.com/7HTroTiw3w
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La cronologia dell’evento
Nella notte tra il 20 e il 21 dicembre 1978, il capitano Vern Powell e il primo ufficiale Ian Pirie erano in servizio su un Argosy della Safe Air impegnato nel trasporto di giornali tra Blenheim e Christchurch. Intorno all’una di notte, mentre sorvolavano la costa al largo di Kaikoura, osservarono una luce rossastra brillante a circa le dieci rispetto alla prua. L’oggetto appariva in volo e sembrava parallelo alla rotta dell’aereo per una ventina di miglia. I controllori di volo di Wellington, tra cui John Cordy, rilevavano contemporaneamente bersagli multipli sui radar. Sulla tratta di ritorno, verso le quattro del mattino, le luci riapparvero e descrissero percorsi a tratti rettangolari. Abitanti di Clarence Bridge e Kekerengu riferirono di aver notato luci insolite nella stessa fascia oraria.

Posizione di Kaikoura sull’Isola del Sud della Nuova Zelanda, lungo le rotte aeree tra Blenheim, Wellington e Christchurch.
La notte del 30 dicembre 1978, alle 23:46, un altro Argosy (Merchant Enterprise) decollò da Wellington con a bordo il capitano Bill Startup, il copilota Robert Guard, il giornalista australiano Quentin Fogarty e la troupe cinematografica formata da David Crockett (cameraman) e Ngaire Crockett. L’obiettivo era documentare il percorso degli avvistamenti precedenti. Durante il volo verso sud, i piloti e i passeggeri osservarono più luci brillanti in direzione di Kaikoura. Wellington radar segnalò bersagli in prossimità del velivolo. Crockett filmò oggetti luminosi nel quadrante anteriore destro. Un oggetto di grosse dimensioni sembrò seguire l’aereo quasi fino all’atterraggio a Christchurch.
Alle 2:16 del 31 dicembre l’Argosy ripartì da Christchurch verso nord, diretto a Blenheim. Pochi minuti dopo, in salita attraverso uno strato di nubi basse, equipaggio e cameraman videro una luce giallo-bianco-arancio che appariva e scompariva tra le nubi. Il radar di bordo rilevò un bersaglio esteso a circa diciotto miglia. Un grande globo luminoso si posizionò in prossimità dell’ala e mantenne la formazione per circa quindici minuti, mentre veniva filmato, osservato e descritto a voce su nastro. Wellington radar continuò a registrare contatti. L’aereo atterrò a Blenheim alle 3:15 circa. Il filmato 16 mm a colori e le registrazioni audio divennero il nucleo documentale del caso.

Fotogramma del filmato 16 mm a colori realizzato dalla troupe australiana nella notte tra il 30 e il 31 dicembre 1978.
UFO attraversa una Stargate – Filmato nell'Ovest del Canada. La Stargate conferisce loro la capacità di piegare tempo e spazio e di aprirsi un tunnel attraverso lo spazio finché raggiungono la loro destinazione. pic.twitter.com/vXSrxtSzR6
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Nei giorni successivi seguirono altre segnalazioni e l’attenzione mediatica internazionale. La Royal New Zealand Air Force, la polizia e il Carter Observatory di Wellington collaborarono a un’indagine i cui risultati furono depositati negli Archivi nazionali. Il Ministero della Difesa propose spiegazioni basate su luci di pescherecci, riflessi atmosferici, Venere e anomalie radar. Documenti del Department of Scientific and Industrial Research (DSIR) inviati alle Nazioni Unite nel gennaio 1979 classificarono gli oggetti come «UFO fino a identificazione», giudicando tuttavia remota la probabilità di un’origine extraterrestre. L’analisi di Maccabee sottolineò la coerenza tra osservazioni visive, tracciati radar e variazioni di luminosità nel filmato, elementi difficili da riconciliare con sole spiegazioni di riflessione o di corpi celesti.
I documenti declassificati nel 2010 e le testimonianze successive dei controllori di volo, tra cui John Cordy, hanno permesso di ricostruire con maggiore precisione i log radar e le comunicazioni radio. Il caso non ha prodotto una conclusione ufficiale definitiva accettata da tutte le parti: resta un dossier in cui evidenze strumentali e interpretazioni convenzionali continuano a confrontarsi.

Cielo notturno sulla costa di Kaikoura, area in cui si concentrarono le osservazioni del dicembre 1978.
Conclusione
Le luci di Kaikoura del 21 e 30-31 dicembre 1978 costituiscono uno dei pochi episodi in cui osservazioni da cockpit, tracciati radar multipli, registrazioni audio e filmato a colori coincidono nello stesso arco temporale. Gli elementi documentati sono chiari: luci che accompagnarono aerei cargo su rotte notturne, bersagli rilevati da Wellington e da radar di bordo, un filmato 16 mm realizzato da professionisti e testimonianze di piloti, controllori e membri della troupe.
Le spiegazioni ufficiali – riflessi di pescherecci, Venere, anomalie atmosferiche e radar – restano le posizioni di riferimento del Ministero della Difesa e di parte della comunità scientifica dell’epoca. Le analisi indipendenti, in particolare quella ottica di Bruce Maccabee, hanno messo in evidenza aspetti del filmato e della dinamica radar-visuale che non trovano corrispondenza immediata in quelle ipotesi. I documenti declassificati e le testimonianze dei controllori di volo hanno ulteriormente arricchito il quadro senza chiudere definitivamente la questione.
Il caso di Kaikoura continua a essere citato come esempio di avvistamento «strumentato» nella letteratura ufologica civile e come esempio di difficoltà interpretativa nelle indagini ufficiali. Indipendentemente dalla natura ultima delle luci osservate, il dossier del dicembre 1978 rimane uno dei più completi e accessibili della storia recente degli oggetti volanti non identificati.
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