
Introduzione
Il caso UFO del 1977 a Colares, nello Stato del Pará in Brasile, rappresenta uno degli episodi più ampiamente documentati dall’attività ufficiale di un’aeronautica militare in America Latina. Nell’isola fluviale situata a nord di Belém e nei comuni limitrofi, a partire dai mesi estivi e con un’intensificazione nettissima in autunno, gli abitanti segnalarono ripetute apparizioni notturne di oggetti luminosi a bassa quota. Queste luci, battezzate localmente “chupa-chupa” o “luci vampiro”, venivano associate a fasci di luce diretti che, secondo i racconti, provocavano ustioni superficiali, piccole perforazioni cutanee, sensazione di debolezza, tremori e stati di torpore.

Il sindaco José Ildone Favacho Soeiro, di fronte al crescente allarme della popolazione e alle processioni notturne con fuochi e fuochi d’artificio organizzate per tenere lontane le luci, chiese l’intervento delle autorità militari. La Força Aérea Brasileira, attraverso il I Comando Aéreo Regional di Belém, attivò una missione di intelligence denominata Operação Prato. L’operazione fu condotta sotto la direzione strategica del brigadiere Protásio Lopes de Oliveira e con responsabilità operativa del capitano Uyrangê Bolivar Soares Nogueira de Hollanda Lima. Il materiale prodotto nel corso delle missioni sul campo – rapporti tecnici, depoimenti, fotografie e filmati – costituisce oggi uno dei dossier più cospicui conservati presso l’Arquivo Nacional. L’équipe militare registrò osservazioni dirette, scattò centinaia di fotografie e raccolse testimonianze di decine di residenti. Una squadra medica dell’Aeronautica visitò la zona alla fine di ottobre. L’esito ufficiale dell’indagine fu che non erano stati accertati fenomeni insoliti. Nei decenni successivi, tuttavia, la progressiva declassificazione di parte dell’archivio ha permesso di esaminare i verbali originali e le immagini catturate dagli stessi operatori.
La cronologia dell’evento
I primi racconti di luci anomale nella regione settentrionale del Pará e nel vicino Maranhão risalgono almeno alla primavera-estate del 1977. Il fenomeno si concentrò in modo particolare sull’isola di Colares e sui centri di Vigia, Santo Antônio do Tauá, Mosqueiro e Ananindeua. Gli abitanti descrivevano oggetti di forme varie – cilindriche, ovali, a disco o simili a “lattine” – che si muovevano a bassa quota, a volte fermandosi, a volte accelerando rapidamente. Molti riferivano di essere stati raggiunti da un fascio di luce che provocava una sensazione di calore o di scossa, seguita da segni cutanei.

Il 20 ottobre 1977 una prima squadra di agenti della 2ª Sezione (A2) del I COMAR lasciò Belém diretta verso Santo Antônio do Tauá e quindi verso Colares. Nei giorni successivi i militari stabilirono una base di osservazione, principalmente nella zona della Praia do Humaitá. Tra il 20 ottobre e l’11 novembre si svolse la prima fase operativa. Furono raccolti depoimenti di residenti, effettuati controlli notturni e scattate le prime fotografie di sorgenti luminose.
Il 26 e 27 ottobre una squadra medica militare, composta dal tenente-colonnello Pedro Ernesto Póvoa e da un altro ufficiale sanitario, si recò a Santo Antônio do Ubintuba e poi a Colares. I medici esaminarono alcuni dei soggetti che presentavano ustioni di primo grado e piccole perforazioni parallele. La direttrice della Unidade de Saúde locale, la dottoressa Wellaide Cecim Carvalho, aveva già assistito numerosi pazienti con sintomi analoghi – cefalea, paresi parziale, tremori, anemia apparente – e aveva segnalato il fenomeno alle autorità.

A partire dai primi di novembre, con l’arrivo del capitano Hollanda a capo del dispositivo, le osservazioni da parte degli stessi militari si fecero più frequenti. Il 1º novembre, alle 19:00 circa, un corpo luminoso di colore ambrato con un semicircolo rossastro superiore fu registrato mentre percorreva una traiettoria curva a velocità stimata intorno agli 800 km/h. Altre apparizioni furono annotate nei giorni successivi, spesso a quote comprese tra i 1.200 e i 4.000 metri, con colori che oscillavano tra il giallo-arancio e il rossastro.

La seconda missione ufficiale si svolse dal 25 novembre al 5 dicembre 1977. Anche in questo periodo furono compiute vigilie notturne, scattate fotografie e proseguite le interviste. L’insieme dei “Registros de Observações de OVNI” compilato dal I COMAR elenca circa 130 voci relative al 1977 e al 1978. Documenti successivi e materiali diffusisi negli anni Novanta parlano di centinaia di immagini fotografiche e di diverse ore di filmato Super-8 e Super-16.

Alla fine di dicembre l’operazione sul campo fu chiusa. Il rapporto conclusivo ufficiale dichiarò che non erano stati individuati fenomeni insoliti. Parte del dossier rimase classificato per decenni. Solo a partire dagli anni Duemila, e in particolare dopo il 2005, porzioni significative dell’archivio sono state rese accessibili presso l’Arquivo Nacional, consentendo il confronto tra i verbali originali, le fotografie e le testimonianze raccolte all’epoca.

Conclusione
Il caso di Colares e dell’Operação Prato resta, a quasi cinquant’anni di distanza, uno dei pochi episodi in cui un’aeronautica militare ha prodotto un volume documentale consistente – rapporti di missione, registri di osservazione, fotografie e filmati – su una sequenza prolungata di segnalazioni di oggetti luminosi e di effetti fisici riferiti dalla popolazione. L’esito ufficiale dell’indagine fu negativo: nessuna conferma di fenomeni anomali.
I materiali oggi consultabili permettono tuttavia di ricostruire con precisione la cronologia delle missioni, le modalità di raccolta dei depoimenti e le condizioni in cui furono scattate le immagini. La presenza di verbali firmati da ufficiali, di schede mediche e di registrazioni fotografiche contemporanee agli eventi rende questo dossier un punto di riferimento per chiunque intenda esaminare come le istituzioni brasiliane affrontarono, nel 1977, una serie di segnalazioni concentrate in una zona geografica limitata dell’Amazzonia.