
Introduzione
Il caso UFO del 20 settembre 1977 a Petrozavodsk, URSS, rappresenta uno degli eventi luminosi
più ampiamente osservati e documentati nella storia dell’Unione Sovietica. Nella notte tra il 19 e il
20 settembre, centinaia di persone sparse su un territorio vastissimo, dalla Scandinavia
occidentale fino a regioni remote dell’est europeo, assistettero a un fenomeno celeste insolito che
assunse l’aspetto di una gigantesca medusa luminosa.
L’oggetto, descritto come una stella brillante che si espanse e sospese sopra la città della Carelia, emise raggi sottilissimi verso il suolo, creando l’impressione di una pioggia di luce. L’intera sequenza, durata circa dieci-dodici minuti, si svolse in silenzio assoluto e lasciò un’impressione indelebile sui testimoni, molti dei quali
erano lavoratori notturni, operatori di porto, personale sanitario e agenti di polizia. Il fenomeno non rimase confinato a Petrozavodsk. Osservazioni analoghe furono registrate a Helsinki, Copenaghen, Leningrado, nelle regioni di Murmansk e Pskov, nonché in località della Lituania e della Finlandia. La stampa sovietica, dopo un iniziale silenzio, pubblicò resoconti a partire dal 23 settembre, definendo l’evento un “fenomeno naturale non identificato”. Contemporaneamente, gli investigatori dell’Accademia delle Scienze dell’URSS raccolsero decine
di testimonianze e avviarono analisi che, nel corso dei mesi successivi, collegarono l’apparizione al
lancio del satellite di ricognizione elettronica Kosmos-955, avvenuto alle 4:01 ora di Mosca dal
cosmodromo di Plesetsk. Nonostante questa spiegazione tecnica, l’evento continuò a generare
discussioni e a stimolare programmi di ricerca ufficiali sugli “anomalous atmospheric phenomenal

Petrozavodsk, capitale della Repubblica Autonoma Carelo-Finlandese, contava all’epoca circa 185.000 abitanti e si affacciava sul lago Onega. La maggior parte dei residenti dormiva ancora quando il bagliore divenne visibile, ma i turnisti del porto, le squadre di pronto soccorso e gli operatori della milizia fornirono resoconti coerenti e dettagliati. L’assenza di qualsiasi effetto Petrozavodsk, capitale della Repubblica Autonoma Carelo-Finlandese, contava all’epoca circa 185.000 abitanti e si affacciava sul lago Onega. La maggior parte dei residenti dormiva ancora quando il bagliore divenne visibile, ma i turnisti del porto, le squadre di pronto soccorso e gli operatori della milizia fornirono resoconti coerenti e dettagliati. L’assenza di qualsiasi effetto acustico e la geometria precisa dei raggi contribuirono a rendere l’esperienza particolarmente impressionante.

La cronologia dell’evento
La sequenza principale si concentrò nelle prime ore del 20 settembre 1977. Intorno alle 4:00 ora di Mosca (1:00 UTC), nella porzione nord-orientale del cielo sopra Petrozavodsk e le località circostanti della Carelia, apparve improvvisamente una luminosità intensa. I primi a notarvela furono i lavoratori del porto merci, le squadre di pronto soccorso in servizio e gli agenti di milizia di turno. Quella presenza, inizialmente percepita come una stella di dimensioni eccezionali, si mosse lentamente verso la città. Nel giro di pochi minuti l’oggetto si espanse, assumendo una forma che i testimoni paragonarono a una medusa o a un polpo: un nucleo brillante circondato da lunghi filamenti luminosi che si proiettavano verso il basso.
Secondo i resoconti raccolti, i raggi apparivano sottilissimi e pulsanti, tanto da creare l’illusione di una pioggia torrenziale di luce. I colori descritti variavano dal bianco al giallo, dal cremisi al bluastro e, in alcuni casi, al verde. Non si udì alcun suono. La formazione rimase sospesa sopra Petrozavodsk per alcuni minuti, illuminando le strade e i tetti con un bagliore paragonabile a quello delle notti bianche estive. Successivamente i filamenti si attenuarono, la struttura si trasformò in un semicerchio luminoso e riprese a muoversi in direzione del lago Onega. Sullo sfondo di nubi grigie si formò poi un’apertura semicircolare di colore rosso al centro e bianco ai margini. L’intero spettacolo si concluse intorno alle 4:15-4:20.
Parallelamente, osservazioni simili furono registrate in un arco temporale più ampio e su distanze considerevoli. A Medvezhyegorsk il fenomeno fu notato verso l’1:00, a Loukhi intorno alle 2:30, a Kovdor e a Palanga (Lituania) verso le 3:00. A Leningrado e nei dintorni del porto commerciale le testimonianze coprono l’intervallo tra le 3:00 e le 3:25. Piloti e passeggeri di aerei in volo, tra cui l’equipaggio di un Tu-154 e un gruppo di turisti a bordo di un volo di ritorno da Singapore, riferirono di aver visto una sfera luminosa o una scia arancione. In Finlandia e in Danimarca i giornali locali riportarono la vista di una sfera brillante che lasciava una scia di fumo. Esattamente alle 4:01 ora di Mosca, dal cosmodromo di Plesetsk, situato a nord-est di Petrozavodsk, venne lanciato il satellite Kosmos-955, un veicolo di ricognizione elettronica della serie Tselina-D, portato in orbita da un razzo Vostok-2M. Il pennacchio di scarico degli stadi superiori, illuminato dal sole nascente mentre si trovava ancora in ombra rispetto al suolo, Esattamente alle 4:01 ora di Mosca, dal cosmodromo di Plesetsk, situato a nord-est di Petrozavodsk, venne lanciato il satellite Kosmos-955, un veicolo di ricognizione elettronica della serie Tselina-D, portato in orbita da un razzo Vostok-2M. Il pennacchio di scarico degli stadi superiori, illuminato dal sole nascente mentre si trovava ancora in ombra rispetto al suolo, produsse un effetto ottico di grande intensità. La scia multipolare, espandendosi nell’alta atmosfera, assunse l’aspetto di una “medusa” vista da terra. Questa coincidenza temporale e geografica divenne il punto di partenza delle analisi successive.


Nei giorni seguenti la notizia filtrò attraverso i canali ufficiali. Il corrispondente TASS per la Carelia, Nikolai Milov, preparò un resoconto che fu pubblicato il 23 settembre su Izvestiya, Pravda e altri quotidiani centrali e locali. Il testo descriveva “un’enorme stella” che “inviava impulsivamente fasci di luce verso la Terra”, si distendeva sopra la città “a forma di medusa” e “inondava di sottilissimi raggi” l’abitato. L’agenzia sottolineava che il fenomeno rimaneva misterioso e che era stato confermato da numerosi testimoni.
A partire da ottobre 1977 l’Accademia delle Scienze dell’URSS incaricò il fisico Lev Gindilis e un gruppo di collaboratori di raccogliere e analizzare le testimonianze. Entro la fine di dicembre erano stati catalogati 85 resoconti. Un rapporto preliminare del 20 ottobre 1977 e un’integrazione successiva misero in evidenza la vastità geografica dell’evento e le discrepanze tra le stime di altezza e dimensione fornite dai testimoni. Alcune misurazioni locali suggerivano quote di pochi chilometri, incompatibili con la traiettoria del razzo, mentre altre osservazioni a grande distanza risultavano coerenti con un’altezza superiore ai 100 chilometri. Nel 1978 venne istituito il programma di ricerca “Setka-AN”, dedicato allo studio sistematico dei fenomeni atmosferici anomali.
Nello stesso periodo, tra ottobre 1977 e i primi mesi del 1978, alcuni residenti di Petrozavodsk segnalarono la comparsa di fori circolari o irregolari sui vetri delle finestre di appartamenti situati in diversi quartieri. Un’indagine tecnica successiva attribuì la maggior parte di questi danni a proiettili di armi ad aria compressa o dispositivi simili. I ricercatori non stabilirono un legame diretto con l’evento del 20 settembre.
Conclusione
Il fenomeno osservato il 20 settembre 1977 sopra Petrozavodsk e su un’ampia porzione del nord Europa rimane uno dei casi più documentati di apparizione luminosa di massa dell’epoca sovietica. La coincidenza temporale con il lancio del satellite Kosmos-955 e le caratteristiche ottiche del pennacchio di scarico illuminato dal sole forniscono una spiegazione tecnica coerente con gran parte delle testimonianze. Al tempo stesso, la varietà delle descrizioni, l’estensione geografica delle osservazioni e l’impatto psicologico sui residenti alimentarono un interesse scientifico e pubblico che portò alla creazione di programmi di ricerca ufficiali. L’evento illustra come un fenomeno atmosferico di origine umana possa, in determinate condizioni di illuminazione e di traiettoria, generare un’esperienza collettiva di grande intensità e lasciare un’impronta duratura nella memoria collettiva e nella storia delle indagini sui fenomeni anomali.
Le indagini successive, i rapporti dell’Accademia delle Scienze e il confronto con analoghi effetti ottici prodotti da lanci moderni hanno consolidato l’interpretazione legata al vettore Vostok-2M. Il caso di Petrozavodsk resta comunque un riferimento obbligato per chi studia la percezione collettiva dei fenomeni celesti e il confine tra spiegazione tecnica e narrazione ufologica.
Il governo americano ha rilasciato un nuovo slot di video sugli UFO. pic.twitter.com/MBbfcoH0bJ
— nuvgeop (@nuvgeop) August 8, 2026