
Nelle prime ore del 24 luglio 1948, il cielo sopra Montgomery, in Alabama, divenne il palcoscenico di uno degli eventi più documentati e sconvolgenti della storia dell’ufologia moderna: il celebre caso Chiles-Whitted. Questo straordinario avvistamento non coinvolse spettatori improvvisati, bensì due piloti commerciali professionisti della compagnia Eastern Air Lines, Clarence S. Chiles e John B. Whitted, la cui credibilità e addestramento tecnico conferirono all’evento un’autorevolezza senza precedenti.
Le testimonianze

Nelle prime ore del mattino del 24 luglio 1948, il pilota Clarence Chiles e il copilota John Whitted stavano volando a bordo di un Douglas DC-3 della Eastern Airlines, in rotta da Mobile a Montgomery a un’altitudine di circa 1.500 metri.
Intorno alle 02:45, Chiles notò un’indistinta nube rossa simile ai gas di scarico di un velivolo, poco sopra la loro posizione, di fronte e sulla destra, a circa mezzo chilometro di distanza. Credendo inizialmente che si trattasse della scia di un velivolo convenzionale, il pilota lo indicò a Whitted esclamando: «Guarda, un nuovo jet militare!». Subito dopo, però, i due piloti si accorsero che non si trattava affatto di un aereo a reazione: l’oggetto si stava muovendo verso di loro a grandissima velocità.
Come scrisse in seguito il capitano Edward J. Ruppelt, all’epoca a capo del progetto di ricerca della correlata aeronautica militare, nel giro di pochi secondi l’UFO si trovò quasi sopra di loro. Chiles virò bruscamente a sinistra per evitare l’impatto, mentre il misterioso mezzo sfrecciò a circa 200 metri sulla loro destra, investendo il DC-3 con una forte turbolenza. Voltandosi indietro, Whitted vide l’oggetto che saliva rapidamente verso il cielo.
Avendo goduto di un’ottima visuale per circa dieci o quindici secondi, entrambi i piloti furono in grado di fornire un’accurata descrizione agli investigatori dell’USAF. Lo descrissero come un corpo fusiforme, a forma di sigaro o di siluro, lungo circa 30 metri e con un diametro tre volte superiore a quello di un bombardiere B-29. La “fusoliera” appariva interamente liscia, priva di ali, alettoni o qualsiasi altra protuberanza.
Dalla parte posteriore fuoriusciva un getto di gas molto brillante di colore rosso-arancio, la cui scia si estendeva per circa dieci o quindici metri. Nonostante la vicinanza, il passaggio del mezzo non produsse alcun suono udibile. Poche settimane dopo l’evento, Chiles precisò che sulla struttura erano visibili due file di finestrini rettangolari — una superiore e una inferiore — da cui traspariva una forte luminosità, mentre la parte inferiore del velivolo emanava un’intensa luce blu. L’abbagliamento fu tale che entrambi i piloti rimasero accecati per qualche secondo.
Data l’ora notturna, la maggior parte dei passeggeri stava dormendo. Tuttavia, uno di loro, Clarence L. McKelvie, fornì in seguito la propria testimonianza: raccontò di aver notato una straordinaria luce brillante dal finestrino accanto al suo sedile e spiegò che si muoveva parallelamente al loro aereo, ma a una quota maggiore.
Subito dopo l’avvistamento, Chiles contattò i controllori di volo della Eastern Airlines per verificare se vi fossero aerei sperimentali in volo nella zona, ma la risposta fu negativa. Il bimotore atterrò a Birmingham intorno alle 04:00; una volta raggiunto l’albergo, i membri dell’equipaggio si resero subito conto dell’enorme interesse suscitato dall’evento. Nel giro di poche ore vennero intervistati dai giornalisti, trasformando il caso in un argomento di rilevanza nazionale.
Sebbene alcuni esperti avessero ipotizzato si trattasse di una meteora, i piloti respinsero fermamente questa spiegazione: avendo osservato numerosi corpi celesti nel corso della loro carriera, erano certi che l’oggetto non avesse nulla a che fare con essi. Pochi giorni dopo, gli investigatori del Progetto Sign avviarono le indagini ufficiali, interrogando formalmente Chiles, Whitted e McKelvie.



il primo caso del Project Sign
L’impatto di questo avvistamento sulle autorità militari statunitensi fu immediato e profondo. All’epoca, l’aeronautica militare degli Stati Uniti (US Air Force) aveva da poco avviato il Project Sign, la prima vera commissione ufficiale incaricata di investigare scientificamente i rapporti sugli UFO.
L’incontro UFO 1948 del 24 luglio divenne rapidamente il fulcro delle ricerche del gruppo. La professionalità dei testimoni e la precisione dei dettagli spinsero molti analisti del Project Sign a considerare seriamente l’ipotesi extraterrestre. Fu proprio in seguito a questo incidente che gli investigatori redassero il leggendario documento segreto noto come Estimate of the Situation (Stima della Situazione), nel quale si ipotizzava ufficialmente che gli oggetti osservati nei cieli americani fossero astronavi di origine interplanetaria. Sebbene il generale Hoyt Vandenberg abbia successivamente respinto tale rapporto per mancanza di prove fisiche definitive, il caso rimase una pietra miliare della ricerca ufologica governativa.
Conclusione
A distanza di decenni, l’avvistamento del 24 luglio 1948 rimane uno dei classici irrisolti più affascinanti dell’ufologia mondiale. Nonostante i tentativi di smentita, la consistenza delle prove e l’onestà intellettuale dei piloti mantengono il caso Chiles-Whitted nell’olimpo degli eventi inspiegabili. Esso rappresenta la prova tangibile che i cieli ospitano talvolta fenomeni che sfidano le nostre attuali conoscenze tecnologiche e fisiche.