
Introduzione
Nel dicembre del 1948, il cielo sopra il sud-ovest degli Stati Uniti divenne il palcoscenico di un fenomeno atmosferico che, a distanza di decenni, continua a sfidare le spiegazioni convenzionali della fisica e dell’astronomia. si intende un tipo di oggetti misteriosi che furono avvistati in USA fra il 1948 e il 1951. Gli avvistamenti avvennero principalmente nel Nuovo Messico, ma in misura minore furono segnalati anche in altri stati, tra cui l’Arizona. Per la presenza di importanti installazioni e centri di ricerca militari nelle zone degli avvistamenti in Nuovo Messico, come il Los Alamos National Laboratory e i Sandia National Laboratories, gli avvistamenti attirarono l’attenzione dei militari. Nel dicembre 1949 per indagare sul fenomeno venne avviato un progetto di ricerca a cui venne dato il nome di Project Twinkle.
Progetto Twinkle
Il 20 dicembre 1949 fu approvato un programma di osservazioni strumentali dei bolidi infuocati verdi e nacque così il Project Twinkle (Progetto Twinkle).
Il progetto prevedeva l’installazione di tre stazioni di osservazioni munite di telescopio e fototeodolite (teodolite abbinato ad una fotocamera) nei pressi di White Sands in Nuovo Messico. Ogni fototeodolite avrebbe scattato fotografie degli oggetti riportando l’ora della foto, l’angolo di azimut e l’angolo di elevazione della fotocamera. Se almeno due stazioni avessero fotografato lo stesso oggetto, sarebbe stato possibile ottenere misure molto precise dell’altitudine, velocità e dimensioni dell’oggetto fotografato.
Il 21 febbraio 1950 fu collocata la prima stazione di osservazione presso la Holloman Air Force Base. A capo del progetto fu nominato lo scienziato Anthony Mirarchi, che qualche mese dopo fu sostituito da Louis Elterman. Le osservazioni sistematiche cominciarono nel marzo 1950. Il progetto incontrò subito difficoltà impreviste, perché a causa dello scoppio della guerra di Corea le risorse economiche ed umane ad esso destinate diminuirono e le altre due stazioni preventivate non furono realizzate. Inoltre, nel 1950 le osservazioni di bolidi luminosi verdi in Nuovo Messico diminuirono notevolmente e il loro numero rimase basso anche nel 1951.In primo luogo, le dimensioni e la luminosità parlano di sfere notevolmente più grandi e brillanti dei normali meteoriti, capaci in alcuni casi di illuminare a giorno il paesaggio desertico sottostante. In secondo luogo, il comportamento in volo. A differenza dei corpi celesti che penetrano nell’atmosfera terrestre con una traiettoria balistica discendente, i bolidi verdi mantenevano un moto rettilineo e perfettamente orizzontale rispetto al suolo, procedendo a quote costanti per centinaia di chilometri prima di svanire improvvisamente, senza esplodere.
L’unica stazione di osservazione realizzata registrò due avvistamenti, uno il 27 aprile 1950 e l’altro il 24 maggio dello stesso anno, ma essendoci in funzione una sola fotocamera non fu possibile ricavare dati scientifici. Dall’autunno del 1950 alla primavera del 1951 la stazione di osservazione non registrò più avvistamenti, così si decise di interrompere il progetto, che venne formalmente concluso nel dicembre 1951.
Cosa sono le Green Fireballs?
Le Green Fireballs (o bolidi verdi) si presentarono come oggetti aerei luminosi dalla peculiare colorazione verde smeraldo, molto simile a quella del rame in combustione. Le testimonianze incrociate di piloti militari, tecnici radar e scienziati operativi nelle basi del Nuovo Messico concordano su una serie di caratteristiche cinematiche e fisiche del tutto anomale.

La cronologia degli eventi
La sera del 5 dicembre 1948, equipaggi di aerei militari e civili in volo sopra il Nuovo Messico riportarono quasi simultaneamente l’avvistamento di sfere luminose verdi che solcavano l’orizzonte. La descrizione era uniforme e sconcertante: gli oggetti si muovevano a velocità spaventose, su traiettorie perfettamente orizzontali rispetto al suolo, e non emettevano alcun suono.
La preoccupazione ai vertici dell’USAF (United States Air Force) fu immediata e febbrile. Il Nuovo Messico non era uno Stato qualunque: ospitava i laboratori di Los Alamos, la base di Sandia e il poligono missilistico di White Sands. L’ipotesi che una potenza straniera — specificamente l’Unione Sovietica — stesse testando vettori di spionaggio o armi non convenzionali spinse l’intelligence militare ad agire con la massima urgenza.
l’Air Force si affidò al dottor Lincoln LaPaz, all’epoca direttore dell’Istituto di Meteoritica dell’Università del Nuovo Messico e uno dei massimi esperti mondiali di corpi celesti. La scelta di LaPaz segna uno spartiacque nel modo in cui l’establishment affrontò il fenomeno: l’approccio doveva essere rigorosamente empirico.
LaPaz iniziò a raccogliere le testimonianze di piloti, fisici di Los Alamos e personale di sicurezza delle basi. Intersecando i dati radar, visivi e le triangolazioni delle traiettorie, lo scienziato giunse a conclusioni che i documenti ufficiali riportano con fredda chiarezza. Le Green Fireballs non potevano in alcun modo essere meteore naturali.
Tre furono gli elementi probatori su cui LaPaz fondò la sua deduzione. In primo luogo, la traiettoria: a differenza dei meteoriti che precipitano verso la Terra con angoli ripidi, i bolidi verdi viaggiavano parallelamente al suolo terrestre per centinaia di chilometri prima di spegnersi o svanire. In secondo luogo, l’assenza di onde d’urto: oggetti naturali che attraversano l’atmosfera a quelle velocità avrebbero dovuto produrre boom sonici devastanti; le sfere verdi, invece, scivolavano nell’aria in un silenzio assoluto. Infine, il recupero dei detriti: nonostante le esatte triangolazioni effettuate dal team di LaPaz per individuare i punti di caduta teorici nel deserto, non fu mai rinvenuto un solo frammento meteoritico.
Il colore stesso costituiva un’anomalia spettroscopica. Il verde brillante ricordava la combustione del rame, un elemento estremamente raro nella composizione dei meteoriti, suggerendo l’ipotesi di una natura artificiale.
Infine, vi era l’assoluta assenza di traccianti acustici o fisici. Nonostante le velocità ipersoniche calcolate dagli strumenti dell’epoca, questi oggetti non producevano alcun boom sonico, scivolando nell’aria in un silenzio totale. Non lasciavano dietro di sé fumo, scie di condensazione o detriti. Per l’intelligence militare americana, non si trattava di semplici luci nel cielo, ma di un enigma tattico di prim’ordine: entità che eludevano i modelli astrofisici noti e violavano impunemente lo spazio aereo più sorvegliato del pianeta.
Nel rapporto finale i bolidi luminosi verdi vennero spiegati come fenomeni naturali, dovuti al passaggio della Terra attraverso una regione dello spazio con un’alta concentrazione di meteore o al periodo di massima attività del Sole nell’arco del ciclo solare.
Conclusione
Il caso delle Green Fireballs rimane una delle testimonianze più solide e sconcertanti della storia aeronautica. Ci ricorda che, al netto delle speculazioni fantasiose, esistono archivi storici in cui la scienza ufficiale si è dovuta arrendere di fronte all’evidenza dell’ignoto.